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Siamo l’1% della popolazione mondiale e il 99% vorrebbe essere come noi.

Finalmente mi ritrovo a scrivere questo articolo.

Dico finalmente perché l’Agroalimentare Made in Italy DEVE assolutamente andare all’estero più di prima e meglio di prima.

Negli ultimi due anni ho studiato questo grande e affascinante mercato, ho conosciuto centinaia di operatori e aziende che producono cibi e bevande straordinari e che NON sono accessibili a tutti.

Sembra strano ma è cosi, e mi riferisco all’Italia, non all’estero.

La prima cosa di cui mi sono reso conto è che quasi l’80% delle aziende italiane ha dai 3 ai 9 impiegati. E’ a conduzione familiare e vende i propri prodotti nel mercato locale.

Non perché vendere all’estero non interessa, anzi!

Quale può essere il Problema?

Il loro problema è che non hanno:

  1. Le Competenze;
  2. Le Conoscenze linguistiche;
  3. Gli investimenti necessari.

Questo causa un grande limita all’internazionalizzazione dei nostri prodotti e servizi, perché significa che il vero Made in Italy, quello fatto dai piccolissimi produttori, oltre confine non arriva!

Poi ho scoperto che oltre il danno, c’è anche la beffa, e che beffa!

Bisogna sapere che il Made in Italy nel mondo fattura complessivamente 34.4 Miliardi di € (dati Federalimentare 2014) con un +83% dal 2004.

Vista cosi sembra un’ottima prospettiva per i nostri prodotti.

Invece No. Dico No perché nel mondo c’è un fenomeno che si chiama Italian Sounding.

Altro non è che “suona” come italiano, ma in realtà di italiano ha solo il nome! (…e certe volte è anche errato. Una volta in Spagna ho trovato il Ragù alla “Boloñesa” prodotto e confezionato chissà dove).

La beffa a cui mi riferivo prima è che questo fenomeno di prodotti italiani falsi, fattura più del doppio del vero Made in Italy!

Non so di preciso perché questo accada.

Forse per questioni logistiche, logiche di prezzo, vicinanza al consumatore ed esenzione da dazi.

Ma tutto ciò mi lascia pensare che nel mondo c’è una richiesta altissima di prodotto nostrano.

E visto che le aziende italiane non sono in grado di soddisfare la domanda… Beh, ci pensano le aziende straniere a farlo.

C’è chi sta a guardare e chi si dà da fare. 

E’ un onere personale scegliere da che parte stare!